Nell'azzurro di Posillipo

519
  0%
  0

Tags

 

Nell'azzurro di Posillipo

 
Passeggiando. Dolce collina che sussurri al mare.

Posillipo anima mia. Tenera dolce collina che sussurri al mare ed evochi tempi e lustri. Quante volte ti ho percorsa affacciandomi ai muretti che ne guidano la strada, interrotti solo da sontuosi cancelli che lasciano intravedere ville imponenti affacciarsi al mare. E il tutto serpeggiando a sghembo con profumi e colori audaci che ne rendono la bouganvillea la più comune. E' un intarsio di tinte, e così sarà e lo sarà per sempre, anche se sfrecciano macchine che parallelamente ti fanno a volte quasi perdere il senso della pace. Ma questa regna comunque.  Basta girarsi per vedere e ammirare le vele che in cordata ci rallegrano gli occhi.  Così la passeggiata va e diventa più azzurra. E là dove gli anfratti lo permettono, l'acqua annaspa e si tinge dei toni più lieti, e perdi il contatto con la realtà.  Dal famoso "Bagno Elena"  che già verso la primavera inizia a prepararsi per l'accoglienza, ecco Palazzo Donn'Anna, col suo velo antico a bordeggiare un dolce pezzo di spiaggia e a far sì che il suo tufo testimoni nei secoli la sua possente bellezza e l'avvenuta gelosia della potente e altera proprietaria Donna Anna Carafa con Donna Mercede di Las Torres sua nipote spagnola. Fasti e lussi, potenza e nobiltà hanno rappresentato vivamente la storia di questo stupendo palazzo mai finito, e il mare, silenzioso testimone, ne è stato in qualche modo il compagno protagonista, nell'accogliere barche rivestite di broccati in velluto, risate, ire, scene di teatro, serate mondane che si protraevano sino all'alba. E le sue grotte che come vuole la leggenda spariscono pescatori che qui entrano al seguito di una voce suadente.  Perchè a Posillipo le leggende si perdono nella notte dei tempi. Fino a diventare quasi storie reali che col tempo sono state assimilate con un'aurea più lieve. E i toni che in genere la storia vuole come una realtà imposta, si sono modellati, meno intensi, forse scabrosi pur di lasciare spazio alla fantasia. Congiure, duelli, amanti, gelosie. Sono questi i temi che in ogni tempo la leggenda ne ha fatti suoi. E la leggenda si sa, è il canto dell'uomo. Così la villa col suo fantasma, e che evoca altri tempi, un altro secolo, un altro tempo divenuto adesso senza fine. Così l'Isolotto della Gaiola, l'eden più ambito dai potenti dell'era Imperiale, che ne avevano fatto punto di approdo e di lusso costruendone intorno sino a picco a mare, ville patrizie estremamente lussuose ed imponenti che abbagliano ancora con i loro antichi pilastri, seppur diroccati. E intorno ancora oggi si respira la pace del mare.  Quella stessa pace per la quale i greci chiamarono la collina Pausillipon, il luogo che dona pace e fa cessare gli affanni.  Posillipo anima mia.
 
Alberta Barone
Global Scriggler.DomainModel.Publication.Visibility
There's more where that came from!