Oltre il Cielo

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"C'è il tempo. C'era un tempo. C'era un tempo lo sguardo del cielo che intenso copriva di azzurro e mascherava il giorno ed in esso la linea infinita ritoccava il contorno per alimentare la curiosità dell'uomo. Ed ancora il sole alto e...

"C'è il tempo. C'era un tempo.

C'era un tempo lo sguardo del cielo che intenso copriva di azzurro e mascherava il giorno ed in esso la linea infinita ritoccava il contorno per alimentare la curiosità dell'uomo. Ed ancora il sole alto e giallo dominava goliardico e il gioco dei colori lasciava senza riluttanza lo sguardo alla luna per i silenzi e gli argenti fili che chiari avvolgevano il mare. Ed in quello sguardo le margherite danzavano al sospiro del vento e le foglie degli alberi volteggiavano intorno ad esse  come tenere farfalle e il grano salutava l'azzurro manto per abbracciarne il suo armonioso. Il tempo. C'era un tempo un volo di uccelli e le rondini volteggiare intorno alla gaia primavera per spumeggiarne il giorno. E le lucertole trastullarsi al calore imbrigliato dai sassi e le formiche stanche riposarsi e i tronchi vestirsi di arancio e le libellule sorridere e i pesci del mare giocare con gli ami e le coccinelle salutare gli uomini scalzi e i cavalli amare il dolce sguardo.

C'è il tempo. C'era il tempo.

Ed io l'ho ascoltato. Amando il cavallo che attendeva uno sguardo, amando il sospiro e il vento. E il vento amava il cavallo che attendeva uno sguardo, perchè quello era lo sguardo amato. Così amavamo guardare il cavallo, perchè lui sapeva di chi era quello sguardo e nel vento non si sarebbe mai perso. E il vento questo lo sapeva. Per questo amava infilarsi tra la criniera del cavallo e la nostra fanciullezza. E se poi fu adolescenza nel divenire non saprei dirlo perchè il tempo raccorda il tutto nell'unica armonia del cielo. E noi la sentivamo quell'armonia, io fanciulla e lui di soli pochi anni piu' adulto. Perchè abbracciava il cavallo che conosceva lo sguardo oltre il tempo e nel vento aveva amabile gioco. E il cavallo ci parlava del suo tempo e noi due bambini conoscevamo giorno dopo giorno il segreto del vento. I colori sapevano del nostro patto oltre il tempo. E mai ci fu storia piu' grande del cavallo che attendeva il nostro sguardo amato e di noi due piccoli fanciulli che parlavamo con lui accarezzandogli il dorso e le lunghe gambe e incontrando il suo sguardo che non si è mai perso nel vento. Così i giorni si divertivano a vederci lì, seduti su di uno steccato appena pulito con una spazzola ben fatta che aiutava i nostri piccoli piaceri della vita. E a giocare e a nasconderci mentre i nostri sorrisi accompagnavano cavalieri adulti verso le antiche scuderie. Ma senza mai disturbare. Senza mai gridare. E come arrivava un cavaliere, noi eravamo lì, con il nostro sorriso. Anche se il sole si era impigrito a voler uscire. Anche se piano la pioggerella, autunnale o primaverile, cominciava ad avvisarci che l'umidità era alle porte. Nulla contava piu' del cavallo che conosceva nel nostro sguardo il segreto del vento. E la pioggia che lenta con il suo incontro sulla terra, rimbalzava appena nello sfiorare piccole superfici levigate, intratteneva la nostra amabile morbidezza verso la Vita. E l'unico grande testimone di tutto questo era lui, il Cielo.

..."

Alberta Barone

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